Dopo il 1945: serialismo, nuovi suoni, minimalismo
Storia della musica · Verso il mondo moderno (1880–1950) · Livello 4 · 17 min
Nel 1945 l'Europa uscì in rovina dalla Seconda guerra mondiale. Per molti giovani compositori bisognava ricostruire tutto, compreso il linguaggio musicale, senza dovere nulla a un passato che aveva portato alla catastrofe. I decenni successivi videro nascere idee radicalmente nuove e spesso contraddittorie: controllare ogni parametro del suono, o al contrario affidarsi al caso; comporre con le macchine, o tornare a una pulsazione semplice e ripetuta.
Il serialismo integrale
Dal 1946 i corsi estivi di Darmstadt, in Germania, divennero il punto d'incontro dell'avanguardia. I giovani Pierre Boulez (1925–2016) e Karlheinz Stockhausen (1928–2007) estesero la serie di Schönberg e la applicarono non solo alle altezze ma anche alle durate, alle dinamiche e agli attacchi: era il serialismo integrale. Il loro maestro Olivier Messiaen (1908–1992) aveva aperto la strada con i suoi modi e ritmi personali, e passava ore a trascrivere il canto degli uccelli. Il risultato suona spesso come una costellazione di punti sonori, imprevedibile per l'orecchio.
Suoni mai esistiti prima
Nel 1948, alla radio francese, l'ingegnere Pierre Schaeffer compose con rumori registrati (treni, pentole): era la musique concrète. Con Pierre Henry portò più lontano l'esperimento; a Colonia, negli anni Cinquanta, Stockhausen costruì suoni puramente elettronici. Più tardi il computer permise di analizzare e trasformare il suono dall'interno. Nel 1977 aprì a Parigi l'IRCAM, diretto da Boulez, un istituto dove ricercatori e compositori lavorano insieme. Negli anni Settanta i compositori «spettrali» (Gérard Grisey, Tristan Murail) costruirono la loro musica sull'analisi degli armonici di un suono.
Il caso e il silenzio
Negli Stati Uniti John Cage (1912–1992) prese la posizione opposta al controllo totale. Faceva le sue scelte compositive con operazioni casuali, inventò il pianoforte preparato (viti e gomme infilate tra le corde) e nel 1952 presentò 4′33″: un pianista resta in silenzio, e la musica è il suono della sala. In Europa György Ligeti (con le sue nuvole sonore, come Atmosphères, usata nel film 2001: Odissea nello spazio) e Iannis Xenakis (che componeva con l'aiuto della matematica) esplorarono masse sonore anziché melodie.
Il minimalismo: il ritorno della pulsazione
All'inizio degli anni Sessanta, a New York e in California, alcuni giovani musicisti si stancarono di un'avanguardia che trovavano astratta. Ispirati dalla musica indiana, dalle percussioni dell'Africa occidentale, dal gamelan e dal jazz, tornarono a una pulsazione regolare, ad accordi consonanti e alla ripetizione di brevi motivi che cambiano molto lentamente. Nel 1964 In C di Terry Riley affidava a ogni musicista 53 brevi motivi da ripetere liberamente.
Steve Reich (nato nel 1936) scoprì lo sfasamento («phasing») con due registratori che suonavano lo stesso loop a velocità leggermente diverse: le due copie si allontanano a poco a poco, creando nuovi motivi. Trasferì poi il procedimento agli strumenti, e arrivò a opere più ampie come Music for 18 Musicians (1976). Philip Glass (nato nel 1937) costruisce i suoi brani su arpeggi ripetuti che crescono o si accorciano di una nota; la sua opera Einstein on the Beach (1976), creata con il regista Robert Wilson, dura quasi cinque ore.
Ecco il principio dello sfasamento in un esempio inventato (non una citazione): due voci suonano lo stesso motivo di sei note; dalla terza battuta la seconda voce è «scivolata» di una croma.
M:3/4
L:1/8
Q:1/4=126
%%staves {V1 V2}
V:V1 clef=treble
V:V2 clef=treble
K:Em
[V:V1] E A B e d B | E A B e d B | E A B e d B | E A B e d B |]
[V:V2] E A B e d B | E A B e d B | A B e d B E | A B e d B E |]
Pärt e la musica di oggi
L'estone Arvo Pärt (nato nel 1935), dopo aver scritto opere seriali, tacque per diversi anni e studiò il canto gregoriano e la polifonia antica. Intorno al 1976 trovò uno stile che chiama tintinnabuli («campanelli»): una voce procede per grado congiunto mentre un'altra suona solo le note di una triade, come una campana che risuona. Ecco il principio in un esempio scritto per questa lezione: la voce superiore usa solo le note dell'accordo di la minore (La, Do, Mi) più vicine sopra la melodia.
M:4/4
L:1/4
Q:1/4=60
%%staves {Tv Mv}
V:Tv clef=treble
V:Mv clef=treble
K:Am
[V:Tv] C C E E | A E E C | C4 |]
[V:Mv] A, B, C D | E D C B, | A,4 |]
Oggi la musica colta è più varia che mai: John Adams scrive opere sull'attualità, altri mescolano orchestra ed elettronica, musiche del mondo, jazz o musica da film. Non c'è più una «scuola» dominante, ma una moltitudine di strade.
Che cosa ascoltare
- Il serialismo: note isolate in tutti i registri, dinamiche che cambiano a ogni suono, nessuna pulsazione percepibile.
- La musique concrète o elettronica: suoni registrati o sintetizzati, spesso diffusi da altoparlanti.
- Il minimalismo: una pulsazione regolare, motivi ripetuti, cambiamenti molto graduali che creano una sensazione ipnotica.
- I tintinnabuli: grande lentezza, accordi consonanti, silenzi, un'atmosfera meditativa.
Da ascoltare
- Messiaen: Quatuor pour la fin du temps (1941), Turangalîla-Symphonie.
- Reich: Music for 18 Musicians; Glass: Glassworks; Riley: In C.
- Pärt: Für Alina, Spiegel im Spiegel, Fratres.
- Ligeti: Atmosphères; Cage: Sonatas and Interludes per pianoforte preparato.
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