Tango (1880–2026)
Nato alla fine dell'Ottocento sulle rive del Río de la Plata, tra Buenos Aires e Montevideo, il tango è insieme una danza, una musica e una poesia.
Alla fine dell'Ottocento Buenos Aires e Montevideo accolgono centinaia di migliaia di immigrati, soprattutto italiani e spagnoli. Nei quartieri popolari e nelle periferie la loro musica si mescola con l’habanera cubana, la milonga argentina e i ritmi afro-argentini e afro-uruguaiani. Da questo miscuglio nasce il tango, suonato all'inizio da piccoli gruppi di flauto, violino e chitarra.
All'inizio del Novecento il bandoneón, una piccola concertina a bottoni di origine tedesca portata dagli immigrati, entra nelle orchestre: il suo suono profondo e lamentoso diventa la voce del tango. Il tango trionfa a Parigi verso il 1913, poi torna in Argentina con l'aura di quel successo. Nel 1917 Carlos Gardel canta Mi noche triste, spesso considerato il primo «tango canción»: da allora il tango racconta amori perduti e nostalgia.
Gli anni Quaranta sono l'età d'oro delle grandi orchestre (orquestas típicas) che fanno ballare tutta Buenos Aires. Poi Astor Piazzolla crea il tango nuevo, nutrito di Bach, jazz e musica moderna, da ascoltare più che da ballare.
Il ritmo del tango si riconosce facilmente: un 4/4 molto marcato, spesso diviso 3+3+2, accenti secchi (marcato), rallentamenti e arresti drammatici. Il ritmo di habanera, che senti per esempio nella mano sinistra di Solace di Scott Joplin, è uno dei suoi antenati.
Cosa lo caratterizza
- Accenti marcati (marcato) in 2/4 o 4/4
- Ritmo 3+3+2 e ritmo di habanera
- Contrasti: frasi legato molto cantabili e attacchi secchi
- Modo minore frequente, colore nostalgico
- Rallentamenti, sospensioni e arresti drammatici
Forme tipiche
- Tango da ballo
- Tango canción
- Milonga
- Valzer argentino (vals criollo)
- Tango nuevo
Strumenti
- Bandoneón
- Violino
- Pianoforte
- Contrabbasso
- Chitarra
Compositori
- Carlos Gardel (1890–1935)
- Astor Piazzolla (1921–1992)
Ascoltare e suonare
- Solace (serenata messicana) – Scott Joplin