Rinascimento (1400–1600)

L'età d'oro della polifonia vocale, della stampa musicale e dei primi libri per liuto, vihuela e chitarra.

Nel XV e XVI secolo l'Europa riscopre l'Antichità e mette l'essere umano al centro. In musica questo significa cercare chiarezza ed equilibrio: le voci sono uguali, si imitano a vicenda, e i compositori vogliono che le parole restino comprensibili.

I musicisti franco-fiamminghi come Josquin des Prez dominano l'Europa. La loro arte si fonda sul contrappunto: la stessa frase passa da una voce all'altra, sfalsata, come in un canone. Gli accordi che oggi chiamiamo maggiori e minori diventano più frequenti, ma la musica si pensa ancora in modi.

Una rivoluzione tecnica cambia tutto: nel 1501, a Venezia, Ottaviano Petrucci pubblica la prima raccolta di musica polifonica stampata a caratteri mobili. La musica viaggia, e gli amatori possono comprare spartiti e suonare a casa.

La musica strumentale diventa più indipendente. In Spagna Luis de Milán pubblica nel 1536 il primo libro per vihuela, cugina della chitarra, e Alonso Mudarra stampa nel 1546 i più antichi brani per chitarra che conosciamo (allora a quattro cori di corde). Si ballano la pavana, la gagliarda e il branle, che Thoinot Arbeau descrive passo per passo nella sua Orchésographie (1589).

Cosa lo caratterizza

  • Polifonia a voci uguali, spesso da quattro a sei voci
  • Imitazione: un motivo passa da una voce all'altra
  • Armonia più morbida, ricca di terze e seste
  • Modi ancora presenti, ma cadenze che fanno presagire maggiore e minore
  • Parole in primo piano, a volte dipinte dalla musica (madrigale)

Forme tipiche

  • Messa e mottetto
  • Madrigale
  • Chanson polifonica
  • Fantasia e ricercare
  • Danze: pavana, gagliarda, branle

Strumenti

  • Voci (coro)
  • Liuto
  • Vihuela
  • Chitarra a quattro cori
  • Viole da gamba
  • Virginale e organo

Compositori

Ascoltare e suonare