La modulazione
Teoria musicale · L'armonia tonale · Livello 5 · 15 min
Modulare significa cambiare tonalità per un certo tempo: si instaura una nuova tonica, confermata da una cadenza. È uno dei grandi espedienti drammatici della musica: partenza, viaggio, ritorno.
Le tonalità vicine
Le modulazioni più naturali vanno verso le tonalità vicine, le cui armature di chiave differiscono al massimo per un'alterazione. Per Do maggiore: Sol maggiore (V), Fa maggiore (IV) e le loro relative La minore (vi), Mi minore (iii) e Re minore (ii). In pratica: le tonalità la cui tonica è un accordo maggiore o minore della scala di partenza.
Nella musica classica la modulazione più frequente è verso la dominante in maggiore, e verso la relativa maggiore in minore.
Modulazione per accordo pivot
La tecnica più fluida consiste nel trovare un accordo comune alle due tonalità e reinterpretarlo. Am è il vi in Do maggiore… ma anche il ii in Sol maggiore. Ci arriviamo come Am in Do e ne usciamo in Sol, diretti verso la dominante D7 e poi la nuova tonica G.
M:4/4
L:1/4
%%staves {RH LH}
V:RH clef=treble
V:LH clef=bass
K:C
[V:RH] "C"[EGc]2 "F"[FAc]2 | "Am"[EAc]2 "D7"[^FAc]2 | "G"[DGB]4 |]
[V:LH] "_C: I"C,2 "_IV"F,2 | "_vi = ii"A,,2 "_G: V7"D,2 | "_I"G,,4 |]
Il Fa♯ di D7 è il segnale: è la nuova sensibile. La cadenza perfetta D7 → G conferma la nuova tonalità.
Altre tecniche
- Modulazione diretta (di frase): la nuova frase comincia semplicemente nella nuova tonalità. Il famoso «cambio di marcia» di un tono verso la fine delle canzoni pop (il «truck-driver's gear change») ne è un esempio.
- Modulazione per nota comune: una sola nota tenuta fa da cerniera tra due accordi lontani (una delle preferite di Schubert).
- Modulazione cromatica: una voce scivola di un semitono e trasforma l'accordo.
- Modulazione per settima diminuita: l'accordo simmetrico °7 può essere reinterpretato come quattro diversi accordi di sensibile, che portano a quattro tonalità diverse.
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