Erik Satie (1866–1925)

Pioniere eccentrico, Satie scrisse una musica spoglia, spesso lenta e ripetitiva, che influenzò Debussy, il Gruppo dei Sei e perfino i minimalisti.

Nato a Honfleur nel 1866, Erik Satie entrò al Conservatorio di Parigi, dove fu giudicato mediocre, e lo lasciò. Diventò pianista di cabaret a Montmartre, in particolare allo Chat Noir, e nel 1888 scrisse le tre Gymnopédies, seguite dalle Gnossiennes, scritte senza stanghette.

Amico di Debussy, visse modestamente ad Arcueil. Quasi quarantenne, tornò a studiare contrappunto alla Schola Cantorum. I suoi brani degli anni Dieci portano titoli e indicazioni umoristiche («Véritables préludes flasques (pour un chien)», «Croquis et agaceries d'un gros bonhomme en bois»).

Con il balletto Parade (1917, con Cocteau e Picasso) diventò una figura dell'avanguardia e il padrino del Gruppo dei Sei. La sua idea di «musica d'arredamento», una musica che non va ascoltata con attenzione, anticipa la musica ambient.

Al pianista Satie insegna la semplicità: un suono uniforme, un tempo immobile e l'arte di rendere espressiva una linea nuda senza aggiungere nulla.

Spartiti per pianoforte (19)