Sincope e controtempo
Teoria musicale · Il ritmo · Livello 3 · 9 min
Il nostro orecchio si aspetta che le note importanti cadano sui movimenti forti. Quando una nota parte su una parte debole e si prolunga sulla parte forte successiva, l'accento si sposta: è la sincope. Ne nasce una sensazione di spostamento e di slancio che fa «girare» il ragtime, il jazz, la bossa nova, il funk e quasi tutta la musica pop.
- Sincope: una nota attaccata su un movimento debole (o sulla parte debole del movimento) e tenuta attraverso il movimento forte successivo. Esempio classico: croma – semiminima – croma («ti – ta – ti»).
- Controtempo: note attaccate sulla parte debole mentre sul movimento forte c'è una pausa (come lo «skank» del reggae).
M:4/4 L:1/8 Q:1/4=80 K:C B2 B2 B2 B2 | B B2 B B B2 B | z B z B z B z B | B B2 B- B4 |] w: 1 2 3 4 1 and and 3 and and and and and and 1 and and
Battuta 1: movimenti semplici, nessuna sincope. Battuta 2: la formula croma-semiminima-croma, due volte. Battuta 3: controtempi. Battuta 4: una nota sincopata legata oltre il movimento 3.
Una melodia sincopata
Ascolta come le note legate «anticipano» il movimento forte: è l'espediente preferito della canzone popolare.
M:4/4 L:1/8 Q:1/4=96 K:C "C"E2 G2 c2 G2 | "C"E G2 c- c2 G2 | "F"A c2 f- f2 c2 | "G"B d2 g- "C"g4 |]
Per andare oltre, ascolta i rag di Scott Joplin (The Entertainer, Maple Leaf Rag, entrambi di pubblico dominio): una mano sinistra regolare come un orologio, una mano destra piena di sincopi. È l'antenato diretto del jazz.
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