Carl Philipp Emanuel Bach (1714–1788)

Secondo figlio sopravvissuto di Johann Sebastian Bach, fu uno dei tastieristi più ammirati del suo secolo e un ponte essenziale tra il Barocco e lo stile classico di Haydn e Mozart.

Nato a Weimar nel 1714, Carl Philipp Emanuel Bach riceve tutta la sua formazione musicale dal padre. Dopo gli studi di diritto, verso il 1740 entra al servizio del principe ereditario, poi re Federico II di Prussia, flautista appassionato che accompagna al clavicembalo per quasi trent'anni a Berlino e Potsdam.

Nel 1768 succede al suo padrino Georg Philipp Telemann come direttore della musica sacra ad Amburgo, incarico che mantiene fino alla morte, nel 1788. Lì pubblica, tra l'altro, le sue raccolte di sonate, rondò e fantasie «per intenditori e dilettanti».

Il suo Saggio di metodo per la tastiera (1753 e 1762) è uno dei grandi trattati del Settecento: diteggiatura, ornamenti, accompagnamento e soprattutto espressione. Haydn diceva di averlo studiato a fondo, e Beethoven lo faceva usare ai suoi allievi.

Il suo cosiddetto «stile sensibile» (empfindsamer Stil) vuole commuovere direttamente chi ascolta: cambi d'umore improvvisi, silenzi drammatici, armonie sorprendenti e melodie riccamente ornate. Le sue fantasie libere, quasi improvvisate, annunciano già certe pagine romantiche.

Per chi suona il pianoforte è l'occasione per imparare a «parlare» alla tastiera: contrasti improvvisi, ornamenti espressivi e libertà retorica, su uno strumento che amava sopra ogni altro, il clavicordo.

Spartiti per pianoforte (1)