Ludwig van Beethoven (1770–1827)

Il compositore che ha portato la musica dal Classicismo al Romanticismo: 32 sonate per pianoforte, 9 sinfonie e una volontà creativa più forte della sordità.

Nato a Bonn in una famiglia di musicisti di corte, Beethoven si fa conoscere giovanissimo come pianista e improvvisatore. Nel 1792 si trasferisce a Vienna, prende lezioni da Haydn e diventa presto il pianista più ammirato dei salotti aristocratici.

Verso la fine degli anni Novanta del Settecento comincia a perdere l'udito. Nel 1802 scrive il «Testamento di Heiligenstadt», una lettera straziante ai fratelli in cui confessa la sua disperazione e la decisione di vivere per la sua arte. Seguono le opere eroiche: la Sinfonia «Eroica», le sonate «Waldstein» e «Appassionata», l'opera Fidelio.

Quasi del tutto sordo alla fine della vita, compone le sue opere più visionarie: le ultime sonate per pianoforte, le Variazioni Diabelli, la Missa solemnis, la Nona Sinfonia con il suo «Inno alla gioia» e gli ultimi quartetti d'archi.

Le sue 32 sonate per pianoforte sono spesso chiamate il «Nuovo Testamento» del pianista (l'Antico è Il clavicembalo ben temperato di Bach). Sfruttano tutta la tastiera, contrasti estremi e il pedale. I brani più modesti (Für Elise, le sonate facili op. 49, le bagatelle) sono un ingresso ideale nel suo mondo.

Spartiti per pianoforte (24)

Spartiti per chitarra (1)