Memorizzare in modo solido

· Studiare bene · Livello 4 · 15 min

Suonare a memoria libera gli occhi, l'ascolto e l'espressione. Ma molti pianisti conoscono un solo tipo di memoria: quella delle dita, che si forma «da sola» con la ripetizione. È rapida ed efficace… fino al giorno in cui l'emozione la fa vacillare e, perso il filo, è impossibile ripartire. Una memoria sicura si basa su più memorie che si sostengono a vicenda.

Le quattro memorie del pianista

MemoriaChe cosa contieneCome rafforzarla
UditivaIl suono, la melodia, le armonieCanta la melodia, canta una mano mentre suoni l'altra, ascolta dentro di te
VisivaLa pagina, le forme sulla tastieraVisualizza lo spartito, immagina le posizioni delle mani a occhi chiusi
CinesteticaI gesti, la sensazione delle ditaRipetizione lenta e regolare, diteggiature fisse, suonare a occhi chiusi
AnaliticaStruttura, armonia, motiviDai un nome agli accordi, alla forma, alle modulazioni, a ciò che si ripete o cambia

La memoria cinestetica è la più fragile sotto pressione perché è automatica: non sai che cosa stai suonando, solo come. Sono la memoria analitica e quella uditiva a permetterti di riprenderti.

La memoria analitica: un esempio

M:4/4
L:1/4
Q:1/4=80
K:C
"C"C E G E | "Am"A, C E C | "F"F A c A | "G"G B d B |]

Invece di memorizzare 16 note, memorizzi un'idea: ogni battuta arpeggia l'accordo indicato: fondamentale, terza, quinta, poi di nuovo la terza; il giro è Do – la minore – Fa – Sol, uno dei più comuni della musica. Due frasi invece di sedici note, e se le dita esitano sai esattamente quale nota deve venire dopo.

I punti di riferimento (punti di sicurezza)

Scegli dei punti di partenza nel brano: l'inizio di ogni frase, di ogni sezione, di ogni modulazione. Numerali sullo spartito (1, 2, 3…). Poi esercitati a ripartire da uno qualsiasi, in ordine casuale. Se in esibizione hai un vuoto di memoria, salti al punto di riferimento successivo invece di fermarti.

  1. Segna da 6 a 10 punti di riferimento in un brano di due pagine.
  2. Scrivi i loro numeri su dei bigliettini, pescane uno a caso e parti da lì.
  3. Per ognuno, devi saper dire: tonalità, accordo, diteggiatura di partenza, che cosa viene prima.

Test di memoria

  • Suona molto lentamente a memoria: a un tempo lento la memoria delle dita non funziona più da sola; resta ciò che sai davvero.
  • A mani separate a memoria, soprattutto la mano sinistra.
  • Scrivi a memoria l'inizio di una frase.
  • Suona mentalmente lontano dal pianoforte (vedi lo studio mentale).
  • Distrazione controllata: suona mentre parli, o con qualcuno nella stanza.
Memorizza presto: non aspettare di «sapere» il brano per memorizzarlo. Memorizza frase per frase fin dall'inizio dell'apprendimento, integrando l'analisi: eviterai una memoria puramente digitale.
Errori frequenti:
  • Affidarsi solo alle dita: dopo un vuoto non riesci a ripartire senza tornare all'inizio.
  • Suonare sempre a piena velocità: il pilota automatico nasconde le crepe.
  • Esercitarsi a ripartire solo dall'inizio: in esibizione dovrai ripartire nel mezzo.

Esercizio

Prendi il Preludio in Do di Bach. Ogni battuta è un solo accordo arpeggiato: per memorizzarlo, scrivi il nome dell'accordo di ogni battuta e canta la nota più acuta di ogni battuta. Memorizza otto battute al giorno, con un punto di riferimento ogni quattro battute.

✓ Fai il quiz della lezione

← Lo studio mentale, lontano dal pianoforte · Suonare in pubblico: ansia, prove generali, registrazione →