Il ii–V–I e le note guida

· Jazz · Livello 4 · 20 min

Se il blues è la lingua madre del jazz, il ii–V–I ne è la grammatica. In innumerevoli standard l'armonia avanza per piccole catene di tre accordi: Dm7 – G7 – Cmaj7 in Do maggiore. Saper navigare in questo giro significa poter improvvisare su una parte enorme del repertorio.

I tre accordi

GradoAccordoNoteRuolo
iiDm7Re Fa La Dopreparazione (sottodominante)
VG7Sol Si Re Fatensione (dominante: tritono Si–Fa)
ICmaj7Do Mi Sol Siriposo (tonica)

Il basso salta per quarte (Re → Sol → Do): il movimento più forte dell'armonia tonale. Ma per chi improvvisa il segreto non sta nel basso: sta nelle note guida.

Le note guida: terze e settime

La terza e la settima di un accordo sono le note che dicono se è maggiore, minore o di dominante. Fondamentale e quinta, invece, sono intercambiabili da un accordo all'altro (e se ne occupa il bassista). Guarda che cosa succede quando scrivi solo terze e settime:

M:4/4
L:1/4
Q:1/4=80
K:C
%%staves {RH LH}
V:RH clef=treble
V:LH clef=bass
[V:RH] "Dm7" [Fc]4 | "G7" [FB]4 | "Cmaj7" [EB]4 | [EB]4 |]
[V:LH] D,4 | G,,4 | C,4 | C,4 |]

Magia: ogni voce si muove al massimo di un semitono, oppure resta ferma. Il Do (7ª di Dm7) scende sul Si (3ª di G7); il Fa (3ª di Dm7) resta e diventa la 7ª di G7, poi scende sul Mi (3ª di Cmaj7). Questo scivolamento è la condotta delle parti jazz. Se la tua improvvisazione fa sentire queste note ai cambi di accordo, l'armonia si disegna da sola, anche senza accompagnamento.

La regola d'oro: la 7ª di un accordo scende per grado e diventa la 3ª dell'accordo successivo. Do → Si, poi Fa → Mi. Canta queste due linee: sono la spina dorsale di ogni frase su un ii–V–I.

Una linea melodica costruita sulle note guida

M:4/4
L:1/8
Q:1/4=110
K:C
"Dm7" A2 c2 z c d c | "G7" B4 z2 A F | "Cmaj7" E8 |]

Battuta 1: ci appoggiamo sul Do (la 7ª). Battuta 2: arriviamo sul Si (3ª di G7) esattamente al cambio di accordo, poi scivoliamo verso il Fa (la 7ª). Battuta 3: il Fa risolve sul Mi (3ª di Cmaj7). È semplice, cantabile e «suona jazz» all'istante.

Esercizio: il percorso delle note guida

Avvia la base jazz in Do (un ciclo di ii–V–I).

  1. Solo mano sinistra. Suona le note guida in semibrevi, come nell'esempio: Fa+Do, Fa+Si, Mi+Si. Dopo qualche giro smetti di guardare lo spartito.
  2. Una nota per accordo. Mano destra: una nota lunga per accordo, sempre una terza o una settima. Due percorsi possibili: Do → Si → Si, oppure Fa → Fa → Mi.
  3. Note guida sul primo movimento. Improvvisa liberamente con le note della scala di Do, ma devi mettere una nota guida sul primo movimento di ogni battuta.
  4. Trasponi. Fai lo stesso in Fa (Gm7 – C7 – Fmaj7) con la base jazz in Fa. Note guida: Si♭+Fa → Si♭+Mi → La+Mi.
Errore frequente: suonare la scala di Do dall'inizio alla fine «sperando che funzioni». Tecnicamente nessuna nota è sbagliata, ma niente fa sentire il cambio di accordo. Chi ascolta percepisce l'armonia solo se miri alle note che cambiano.
Per sentire bene il giro di accordi, allena anche l'orecchio con i dettati di progressioni.

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