Come la tecnologia ha cambiato la musica
Storia della musica · Le musiche popolari del mondo moderno · Livello 4 · 16 min
Per quasi tutta la storia dell'umanità ascoltare musica significava che un musicista suonava davanti a te. Molti appassionati dell'Ottocento ascoltarono una sinfonia di Beethoven solo poche volte nella vita, o la scoprirono suonandola da sé in una riduzione per pianoforte. Oggi milioni di brani stanno in un telefono. Nel frattempo una serie di invenzioni ha trasformato non solo il modo di ascoltare, ma la musica stessa.
1. La stampa: lo spartito diventa un prodotto
Nel 1501 a Venezia Ottaviano Petrucci pubblicò la prima raccolta di polifonia stampata a caratteri mobili. La musica scritta poteva ormai circolare in molte copie. Nel XIX secolo la litografia e la diffusione del pianoforte in famiglia fecero degli spartiti un mercato enorme: ogni successo d'opera veniva arrangiato per pianoforte, ogni canzone alla moda venduta in spartito. Il ragtime e le canzoni di Tin Pan Alley vendettero centinaia di migliaia di copie: si «comprava» un brano per suonarlo da sé.
2. Il suono registrato (1877–1925)
Nel 1877 Thomas Edison registrò e riprodusse la voce umana su un cilindro: nasceva il fonografo. Nel 1887 Emil Berliner brevettò il grammofono, che legge un disco piatto facile da produrre in serie: cominciava l'industria discografica. Ma la registrazione era acustica: i musicisti suonavano davanti a una grande tromba che trasmetteva le vibrazioni direttamente alla puntina incisore. Gli strumenti potenti (ottoni, voci d'opera) passavano bene; i violini e il pianoforte no. Una facciata di un 78 giri durava circa tre minuti: da qui viene la durata della canzone popolare.
Il pianoforte meccanico, con i suoi rulli perforati, visse la sua età d'oro nello stesso periodo: conservò esecuzioni di pianisti celebri, e compositori come Debussy, Ravel e Joplin registrarono dei rulli.
3. Il microfono e la radio (anni Venti)
Nel 1920 cominciarono a Pittsburgh le trasmissioni radiofoniche pubbliche regolari; in pochi anni la musica entrò in ogni casa, gratuitamente. Intorno al 1925 la registrazione elettrica con il microfono sostituì la tromba: il suono diventò molto più fedele. Il microfono cambiò il canto: non c'era più bisogno di riempire una sala, si poteva sussurrare. Nacquero i crooner. La radio diffuse anche il jazz, il blues e il tango ben oltre le loro città d'origine.
4. Il nastro magnetico e l'LP (1935–1960)
Il nastro magnetico, sviluppato in Germania negli anni Trenta e diffuso dopo la guerra, permise di tagliare, incollare e rifare una ripresa. Una registrazione non era più necessariamente un'unica esecuzione continua. Nel 1948 il disco a 33⅓ giri (LP) conteneva una ventina di minuti per facciata: si poteva ascoltare un'intera sinfonia quasi senza interruzioni. Il 45 giri (1949) divenne il formato dei successi, e il jukebox la colonna sonora dei bar. Alla fine degli anni Cinquanta la stereofonia collocò gli strumenti nello spazio. Pierre Schaeffer, da parte sua, fece del nastro uno strumento di composizione: la musique concrète (1948).
5. Lo studio multitraccia e il sintetizzatore (1955–1980)
Il chitarrista Les Paul fu uno dei pionieri della registrazione a strati (overdubbing). Con i registratori multitraccia ogni strumento si registra separatamente e poi si missa: lo studio diventa uno strumento. I Beatles registrarono Sgt. Pepper (1967) su macchine a quattro tracce, con innumerevoli montaggi. Alcuni musicisti classici fecero la stessa scelta: il pianista Glenn Gould rinunciò ai concerti nel 1964 per dedicarsi allo studio. Nel 1964 Robert Moog presentò un sintetizzatore modulare controllato da una tastiera; negli anni Settanta sintetizzatori e drum machine entrarono nel pop. La musicassetta (1963) e poi il Walkman (1979) resero la musica portatile.
6. Il digitale (dal 1980)
- 1982: il CD, sviluppato da Philips e Sony, portò il suono digitale nelle case.
- 1983: lo standard MIDI permise a tastiere, sintetizzatori e computer di dialogare. È grazie al MIDI che la tua tastiera può parlare con questo sito!
- Il campionatore registra qualsiasi suono e lo restituisce da una tastiera; l'hip-hop compone a partire da frammenti di dischi.
- Il computer è diventato uno studio completo: si può registrare, montare e missare in casa.
- Anni Novanta–Duemila: l'MP3 e Internet. La musica perse la sua forma fisica; la condivisione di file (Napster, 1999) scosse l'industria, poi vennero i negozi online, YouTube (2005) e lo streaming (Spotify è stato lanciato nel 2008).
Che cosa la tecnologia ha cambiato nella musica
| Invenzione | Conseguenza musicale |
|---|---|
| Spartito stampato | Ampia diffusione delle opere, pianoforte amatoriale, diritto d'autore |
| Disco a 78 giri | Canzoni di circa 3 minuti; jazz e blues tramandati attraverso i dischi |
| Microfono | Canto intimo, voce in primo piano |
| LP | Album concepiti come un tutto |
| Multitraccia | Lo studio come strumento; suoni impossibili da suonare dal vivo |
| Sintetizzatore, MIDI | Nuovi suoni, musica elettronica, studi casalinghi |
| Streaming | Accesso quasi illimitato; ascolto brano per brano |