Tango, choro, samba, bossa nova e musica cubana

Storia della musica · Le musiche popolari del mondo moderno · Livello 3 · 16 min

Mentre il jazz nasceva a New Orleans, altri porti delle Americhe diventavano crocevia musicali: L'Avana, Buenos Aires, Rio de Janeiro. Vi si ritrovava la stessa mescolanza: danze europee (contraddanza, polka, valzer), ritmi portati dall'Africa dalle persone ridotte in schiavitù e immigrati da tutta Europa. Il risultato fu una musica da ballo che conquistò il mondo, con una caratteristica comune: ritmi sincopati molto riconoscibili.

Cuba: habanera, son e clave

Nel XIX secolo Cuba trasformò la contraddanza europea in una danza lenta e ondeggiante, l'habanera («dell'Avana»). Il suo ritmo di basso (croma puntata, semicroma, due crome) fece il giro del mondo: Bizet lo adattò nella celebre aria della Carmen (1875), da una canzone dello spagnolo Sebastián Iradier, e lo si sente nella mano sinistra di Solace di Scott Joplin. Una variante, il tresillo (3+3+2), è la cellula di base di moltissime musiche delle Americhe, dal tango al rock and roll.

M:2/4
L:1/16
Q:1/4=72
K:C clef=bass
"^habanera" C,3 C, E,2 G,2 | C,3 C, E,2 G,2 | "^tresillo" C,3 C,3 C,2 | C,3 C,3 C,2 |]

Alla fine del XIX secolo comparve il danzón, un'elegante danza da sala; all'inizio del XX secolo il son scese dall'est dell'isola fino all'Avana. I suoi gruppi mescolavano chitarra e tres (una chitarra con tre coppie di corde), contrabbasso, tromba, bongos, maracas e claves, due bastoncini di legno che battono una figura di due battute, la clave. Tutto il gruppo si organizza attorno a essa. Ecco la clave «3-2»: tre colpi nella prima battuta (è il tresillo), due nella seconda.

M:4/4
L:1/8
Q:1/4=100
K:C
"^3" c3 c3 c2 | "^2" z2 c2 c2 z2 | "^3" c3 c3 c2 | "^2" z2 c2 c2 z2 |]

Nel 1930 El manisero («Il venditore di arachidi»), registrato a New York, scatenò una moda mondiale per la musica cubana. Poi vennero il mambo di Pérez Prado e il cha-cha-chá di Enrique Jorrín negli anni Quaranta e Cinquanta, e, a New York negli anni Sessanta e Settanta, la salsa dei musicisti portoricani e cubani (Celia Cruz, l'etichetta Fania). Nel 1997 l'album Buena Vista Social Club riportò i vecchi maestri del son davanti a un pubblico mondiale.

Buenos Aires: il tango

Alla fine del XIX secolo, nei sobborghi di Buenos Aires e Montevideo, l'habanera incontrò la milonga argentina, i ritmi afroargentini e i canti degli immigrati italiani e spagnoli: nacque il tango. Il bandoneón, una piccola concertina a bottoni venuta dalla Germania, gli diede la sua voce profonda e lamentosa. Il tango trionfò a Parigi intorno al 1913; nel 1917 Carlos Gardel registrò Mi noche triste, spesso considerato il primo tango-canción. Dopo l'età d'oro delle grandi orchestre negli anni Quaranta, Astor Piazzolla inventò il tango nuevo, nutrito di Bach e di jazz, fatto più per l'ascolto che per il ballo. Il tango si riconosce dal suo 4/4 molto marcato, spesso diviso 3+3+2, dagli accenti secchi e dalle fermate drammatiche.

Rio: choro, samba, bossa nova

Intorno al 1870 i musicisti di Rio suonavano polke e valzer a modo loro, sincopato: era lo choro, una musica strumentale virtuosistica in cui il flauto canta, il cavaquinho (una piccola chitarra a quattro corde) tiene il ritmo e la chitarra a sette corde traccia le linee di basso. Pixinguinha ne fece un'arte raffinata nel XX secolo. All'inizio del XX secolo nacque la samba nelle comunità afrobrasiliane di Rio; divenne la musica del carnevale e l'emblema del paese.

Alla fine degli anni Cinquanta Antônio Carlos Jobim, il poeta Vinícius de Moraes e il cantante-chitarrista João Gilberto rallentarono la samba, la sussurrarono invece di cantarla e vi aggiunsero accordi jazz: era la bossa nova (1958). Conquistò gli Stati Uniti all'inizio degli anni Sessanta, in particolare grazie al sassofonista Stan Getz, e divenne un pilastro del repertorio jazz. Alla chitarra o al pianoforte la bossa è una scuola di ritmo: basso sul tempo, accordi in controtempo.

E altrove: il Messico ha i suoi mariachi e i suoi sones; la Colombia la cumbia; la Repubblica Dominicana il merengue; Trinidad e Tobago il calypso e gli steel drum; la Giamaica, più tardi, lo ska e il reggae.

Che cosa ascoltare

  • Cuba: percussioni (bongos, congas, claves, maracas), pianoforte in figure ripetute (montunos), ottoni brillanti, chiamata e risposta tra solista e coro.
  • Tango: bandoneón, violini, pianoforte percussivo, contrabbasso; ritmo marcato, contrasti drammatici.
  • Choro: flauto virtuoso, cavaquinho, chitarre; tempo vivace, gioia malinconica.
  • Bossa nova: voce morbida, chitarra classica, accordi jazz, ritmo sussurrato.

Da ascoltare

  • Le registrazioni del Septeto Nacional di Ignacio Piñeiro (son cubano), Celia Cruz, Buena Vista Social Club.
  • Carlos Gardel; Astor Piazzolla, Adiós Nonino, Libertango.
  • Pixinguinha (choro); João Gilberto e Jobim; l'album Getz/Gilberto (1964).

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