Debussy, Ravel, Satie: la musica dei colori

Storia della musica · Verso il mondo moderno (1880–1950) · Livello 3 · 15 min

Parigi, intorno al 1890. La città aveva appena ospitato l'Esposizione universale del 1889, dove i visitatori avevano potuto ascoltare un gamelan giavanese, un'orchestra di gong e metallofoni dai suoni sconosciuti in Europa. I pittori impressionisti avevano già mostrato che si poteva dipingere la luce anziché i contorni; i poeti simbolisti come Mallarmé e Verlaine preferivano suggerire piuttosto che descrivere. Un giovane compositore, Claude Debussy (1862–1918), avrebbe fatto lo stesso con il suono.

Un pomeriggio che cambiò tutto

Nel 1894 Debussy presentò il Prélude à l'après-midi d'un faune (Preludio al pomeriggio di un fauno), ispirato a una poesia di Mallarmé. Si apre con un flauto solo che intreccia una linea senza tonalità chiara; poi l'orchestra entra a piccoli tocchi: arpe, corni con sordina, archi divisi. Nessun grande tema sviluppato alla maniera di Beethoven, nessun crescendo eroico: un sogno a occhi aperti di dieci minuti. Molti musicisti lo considerano il punto di partenza della musica moderna.

Debussy scrisse poi un'opera, Pelléas et Mélisande (1902), in cui i personaggi cantano quasi come parlano, poi La Mer (1905), tre «schizzi sinfonici» che dipingono il vento e le onde. Per pianoforte scrisse Estampes, Images e due libri di Préludes (1910 e 1913).

Un altro modo di scrivere

Debussy non amava la parola «impressionismo», presa in prestito dalla pittura. Eppure descrive alcune scelte nuove:

  • Scale venute da altrove: la scala pentatonica (cinque note, come i tasti neri del pianoforte), i modi antichi, la scala per toni interi.
  • Accordi per il loro colore: un accordo di nona non ha più bisogno di «risolversi»; lo si può far scivolare in blocco.
  • Il timbro in primo piano: per Debussy e Ravel la scelta dello strumento conta quanto la nota.

Ascolta l'inizio di La Fille aux cheveux de lin (La ragazza dai capelli di lino, Préludes, libro I, 1910): la melodia senza accompagnamento è quasi interamente pentatonica. Nessun accompagnamento, nessuna tensione: una frase sospesa, come una canzone canticchiata tra sé.

M:3/4
L:1/16
Q:1/4=60
K:Gb
d6 BG E2GB | d2BG E2GB G2GE | G2FE D8 |]

Ravel l'orologiaio

Maurice Ravel (1875–1937) condivideva l'amore di Debussy per il colore, ma amava le forme chiare e i meccanismi precisi, regolati come un orologio. Orchestratore eccezionale, compose il balletto Daphnis et Chloé (1912) per i Ballets Russes, orchestrò i Quadri di un'esposizione di Musorgskij nel 1922 e nel 1928 scrisse il Boléro: un unico tema ripetuto che passa da uno strumento all'altro, su un ritmo di tamburo che non si ferma mai. È una lezione di orchestrazione a sé. Ravel era anche curioso del jazz, che ascoltava con passione, in particolare durante la sua tournée negli Stati Uniti nel 1928; se ne sente l'eco nei suoi due concerti per pianoforte.

Satie il fuori schema

Erik Satie (1866–1925), pianista di cabaret a Montmartre e amico di Debussy, prese la strada opposta alla grandiosità: brani brevi, lenti, spogli e pieni di umorismo (dava alle sue partiture titoli e indicazioni stravaganti). Le sue tre Gymnopédies (1888) poggiano su una mano sinistra che dondola tra due accordi e una melodia che fluttua sopra:

M:3/4
L:1/4
Q:1/4=66
%%staves {RH LH}
V:RH clef=treble
V:LH clef=bass
K:D
[V:RH] z3 | z3 | z f a | g f c | B c d | A3 |]
[V:LH] G,, [B,DF]2 | D, [A,CF]2 | G,, [B,DF]2 | D, [A,CF]2 | G,, [B,DF]2 | D, [A,CF]2 |]

Nel 1917 il balletto Parade, scritto con Cocteau e Picasso per i Ballets Russes, portò nell'orchestra una macchina da scrivere e delle sirene. I giovani compositori del «Gruppo dei Sei» (Poulenc, Milhaud, Honegger…) videro in Satie un modello di semplicità; più tardi i minimalisti americani lo avrebbero riscoperto.

Che cosa ascoltare

  • Contorni sfumati: poche cadenze nette, un senso della tonalità fluttuante.
  • Accordi paralleli che scivolano in blocco.
  • Suoni raffinati: flauto, arpa, archi con sordina, piatti sfiorati, un pianoforte immerso nel pedale.
  • Dinamiche spesso molto tenui, e titoli che evocano un'immagine (l'acqua, la luna, la nebbia, il mare).
Per i pianisti: come suonare questo repertorio (pedale, tocco, piani sonori), la scala per toni interi e gli accordi paralleli sono trattati nella lezione L'impressionismo (1890–1920 circa).

Da ascoltare

  • Debussy: Prélude à l'après-midi d'un faune, La Mer, Clair de lune, La Cathédrale engloutie.
  • Ravel: Boléro, Daphnis et Chloé («Lever du jour»), Pavane pour une infante défunte.
  • Satie: Gymnopédies, Gnossiennes.
  • Intorno a loro: Lili Boulanger, prima donna a vincere il Prix de Rome di composizione (1913), e Gabriel Fauré, maestro di Ravel.

✓ Fai il quiz della lezione

← Il tardo Romanticismo: Brahms, Čajkovskij, Mahler, Strauss · Le rotture del Novecento: Stravinskij, Schönberg, Bartók →