Il violino, la sonata e il concerto
Storia della musica · Il Barocco · Livello 3 · 15 min
Nel XVII secolo la musica strumentale smise di essere una semplice cugina della musica vocale. Inventò forme proprie e propri virtuosi, e uno strumento ne divenne la star: il violino. Alla fine del Barocco, due generi puramente strumentali dominavano l'Europa: la sonata e il concerto.
Cremona e l'età d'oro del violino
Il violino comparve nell'Italia settentrionale nel XVI secolo, dapprima come strumento da ballo, considerato un po' volgare accanto alla nobile viola da gamba. Nella piccola città di Cremona, dinastie di liutai lo perfezionarono: la famiglia Amati, poi Antonio Stradivari (1644 circa–1737) e Giuseppe Guarneri «del Gesù». I loro strumenti, dal suono potente e cantabile, sono oggi tra gli oggetti più preziosi al mondo, e i solisti li suonano ancora. Il violino può cantare come una voce, lanciarsi in passaggi rapidi e suonare più corde insieme: divenne lo strumento del virtuoso.
Corelli: la sonata e il concerto grosso
Arcangelo Corelli (1653–1713), violinista attivo a Roma, pubblicò poco, ma ogni raccolta divenne un modello imitato in tutta Europa:
- la sonata a tre: due strumenti melodici (spesso due violini) e basso continuo, cioè tre parti (ma spesso quattro esecutori!);
- la sonata per violino e continuo, con la raccolta op. 5 (1700);
- il concerto grosso (op. 6, pubblicato dopo la sua morte, nel 1714): un piccolo gruppo di solisti (il concertino) dialoga con l'intera orchestra (il ripieno o tutti). L'ottavo, «fatto per la notte di Natale», resta il più celebre.
Si distingueva la sonata da chiesa (movimenti lenti e veloci, piuttosto seria) dalla sonata da camera (una successione di danze). La parola «sonata» significa semplicemente «brano suonato», con gli strumenti, in opposizione alla «cantata», che si canta.
Vivaldi e il concerto solista
Antonio Vivaldi (1678–1741), prete e violinista veneziano soprannominato il «prete rosso», insegnava all'Ospedale della Pietà, un istituto per ragazze orfane o abbandonate la cui orchestra tutta femminile attirava visitatori da tutta Europa. Lì scrisse centinaia di concerti — ne sopravvivono più di cinquecento — per violino, violoncello, flauto, fagotto, mandolino…
Vivaldi fissò la forma del concerto solista:
- tre movimenti: veloce, lento, veloce;
- nei movimenti veloci, la forma a ritornello: l'orchestra suona un tema energico (il ritornello), poi il solista brilla in passaggi virtuosistici, l'orchestra ritorna con frammenti del ritornello in altre tonalità, e così via, fino al ritorno finale del tema nella tonalità d'impianto.
Le sue Quattro stagioni, pubblicate ad Amsterdam nel 1725, dipingono ciascuna una stagione, accompagnate da sonetti: si sentono uccelli, un temporale, un cane che abbaia, pattinatori sul ghiaccio. La sua raccolta L'estro armonico (1711) fece una tale impressione che il giovane Bach ne trascrisse diversi concerti per tastiera e per organo. Eppure Vivaldi morì povero a Vienna, e la sua musica fu in gran parte dimenticata fino alla riscoperta nel XX secolo.
Contrasti a terrazze
Il concerto barocco si fonda sull'opposizione: uno contro tutti, forte contro piano. Le dinamiche cambiano a blocchi, come i gradini di una scala, anziché con crescendo graduali. Una frase è spesso suonata forte, poi ripetuta piano, come un'eco. Ecco una piccola dimostrazione scritta per questa lezione:
M:4/4 L:1/8 Q:1/4=100 K:D !f!d2 A2 F2 A2 | B c d e d4 | !p!d2 A2 F2 A2 | B c d e d4 |]
Il clavicembalo e l'accordatura delle tastiere
Intanto il clavicembalo viveva la sua età d'oro: François Couperin e Jean-Philippe Rameau in Francia e Domenico Scarlatti in Spagna (più di cinquecento sonate) gli diedero un vasto repertorio. Il clavicembalista suonava anche il continuo in quasi tutti gli ensemble. I musicisti cercavano modi di accordare le tastiere per poter suonare in tutte le tonalità, una questione decisiva per ciò che sarebbe venuto dopo. La lezione Il periodo barocco (1600–1750 circa) dell'ultimo capitolo (il pianoforte attraverso la storia) tratta questo repertorio e come suonarlo al pianoforte.
Che cosa ascoltare
- Un ritmo motorio, regolare ed energico, che avanza senza fermarsi.
- Contrasti netti: solista contro orchestra, forte contro piano.
- Un ritornello che torna come un refrain, in tonalità diverse.
- Il clavicembalo del continuo, che scintilla dietro gli archi.
Ascoltare
- Corelli: Concerto grosso op. 6 n. 8, «Concerto di Natale».
- Vivaldi: Le quattro stagioni; un concerto da L'estro armonico.
- Telemann, Albinoni: concerti per oboe o per tromba.
- Bach: un Concerto brandeburghese (1721), per sentire il concerto grosso trasformato.
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