Bach e Händel
Storia della musica · Il Barocco · Livello 3 · 16 min
Nel 1685, a un mese di distanza e a meno di duecento chilometri l'uno dall'altro, nacquero due tedeschi che avrebbero riassunto e coronato tutta l'arte barocca: Georg Friedrich Händel, il 23 febbraio a Halle, e Johann Sebastian Bach, il 21 marzo a Eisenach. (Domenico Scarlatti nacque lo stesso anno, a Napoli.) Non si incontrarono mai, e le loro vite difficilmente avrebbero potuto essere più diverse: uno passò tutta la vita nella Germania centrale, al servizio di chiese e piccole corti; l'altro divenne una star internazionale e un impresario teatrale a Londra.
Bach, l'artigiano instancabile
Bach nacque in una famiglia di musicisti così numerosa che in Turingia «Bach» significava quasi «musicista». Orfano a dieci anni, fu cresciuto dal fratello maggiore, organista. Da giovane, si dice, andò a piedi fino a Lubecca (diverse centinaia di chilometri) per sentire il celebre organista Buxtehude. La sua carriera seguì i suoi incarichi:
- Weimar (1708–1717): organista di corte, vi scrisse gran parte della sua musica per organo. Quando volle andarsene, il duca lo fece mettere agli arresti per quasi un mese prima di congedarlo!
- Köthen (1717–1723): il principe era calvinista e la chiesa non aveva bisogno di musica elaborata, così Bach scrisse musica strumentale: i Concerti brandeburghesi (dedicati nel 1721), le suite per violoncello, le sonate e partite per violino solo, il primo libro del Clavicembalo ben temperato (1722).
- Lipsia (1723–1750): come Kantor della scuola di San Tommaso doveva fornire la musica per le chiese della città. Nei primi anni compose cantate quasi ogni settimana (ne sopravvivono circa duecento), la Passione secondo Giovanni e la Passione secondo Matteo, e la Messa in si minore.
Padre di venti figli, di cui solo la metà sopravvisse all'infanzia, formò diversi figli che divennero celebri: Carl Philipp Emanuel, Wilhelm Friedemann, Johann Christian. Per i suoi allievi e i suoi figli scrisse brani didattici che sono ancora al centro dello studio del pianoforte: piccoli preludi, le Invenzioni, il Clavicembalo ben temperato.
La fuga, vertice del contrappunto
Bach è il maestro supremo della fuga, un brano costruito su un unico tema (il soggetto) che passa di voce in voce:
- una voce espone il soggetto da sola;
- una seconda voce lo riprende, di solito una quinta sopra (la risposta), mentre la prima prosegue con una melodia di accompagnamento (il controsoggetto);
- le altre voci entrano a turno; poi il soggetto attraversa diverse tonalità, separato da passaggi più liberi (gli episodi);
- verso la fine, le entrate a volte si avvicinano e si sovrappongono (lo stretto), fino alla conclusione nella tonalità d'impianto.
L'Invenzione n. 1 in Do maggiore non è una fuga, ma mostra lo stesso principio di imitazione, a due voci. Ascolta il motivo della mano destra ripreso un'ottava sotto dalla mano sinistra, mezza battuta dopo:
M:4/4
L:1/16
Q:1/4=72
%%staves {RH LH}
V:RH clef=treble
V:LH clef=bass
K:C
[V:RH] z CDE FDEC G2c2 B2c2 | dGAB cABG d2g2 f2g2 |]
[V:LH] z8 z C,D,E, F,D,E,C, | G,2G,,2 z4 z G,A,B, CA,B,G, |]
Alla fine della vita Bach scrisse opere che sembrano testamenti della sua arte: l'Offerta musicale (1747), su un tema datogli dal re Federico II di Prussia durante una visita a Potsdam, e l'Arte della fuga, rimasta incompiuta. Morì a Lipsia il 28 luglio 1750. I contemporanei vedevano in lui un organista prodigioso ma un compositore un po' antiquato; ci volle il XIX secolo, e in particolare la ripresa della Passione secondo Matteo diretta dal giovane Mendelssohn a Berlino nel 1829, perché fosse riconosciuto come uno dei più grandi compositori di tutti i tempi.
Händel, l'uomo di teatro
Händel studiò legge a Halle, suonò nell'orchestra dell'opera di Amburgo, poi partì per l'Italia (1706–1710), dove imparò dai migliori l'arte del canto italiano. Si stabilì a Londra nel 1712 e vi scrisse decine di opere italiane (Rinaldo, Giulio Cesare…), con i più grandi cantanti dell'epoca. Divenne suddito britannico nel 1727; il suo anthem Zadok the Priest, scritto quell'anno per l'incoronazione di Giorgio II, è stato cantato a ogni incoronazione britannica da allora.
Quando a Londra la moda dell'opera italiana tramontò, Händel si reinventò: creò l'oratorio inglese, una grande opera per solisti, coro e orchestra, spesso su un soggetto biblico, ma eseguita in forma di concerto, senza scene né costumi. Il più celebre, il Messiah, fu eseguito per la prima volta a Dublino nel 1742; il suo coro Hallelujah è tra i brani corali più cantati al mondo. Scrisse anche musica all'aperto per la corte: la Water Music (1717), suonata su chiatte che seguivano il re sul Tamigi, e la Music for the Royal Fireworks (1749).
Entrambi finirono la vita quasi ciechi, operati senza successo dallo stesso chirurgo oculista itinerante, John Taylor. Händel morì a Londra nel 1759 ed è sepolto nell'abbazia di Westminster.
1750: la fine di un'epoca
Gli storici prendono spesso la morte di Bach (1750) come la fine del Barocco. È una data simbolica: già da vent'anni i giovani compositori — compresi i figli di Bach — preferivano uno stile più leggero e melodico, lo stile galante, che portò al Classicismo.
Che cosa ascoltare
- In Bach: linee indipendenti che si intrecciano, un contrappunto denso, un'armonia ricca, una pulsazione incrollabile.
- In Händel: il senso del teatro, grandi cori in accordi potenti, ampie melodie, effetti spettacolari.
Ascoltare
- Bach: Toccata e fuga in re minore per organo (la sua attribuzione è talvolta messa in dubbio); il Concerto brandeburghese n. 3; il coro iniziale della Passione secondo Matteo; la prima suite per violoncello solo.
- Händel: il coro Hallelujah dal Messiah; l'aria Lascia ch'io pianga (Rinaldo); la Water Music.
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