Scrivere per la chitarra classica
· Chitarra: fingerstyle, accordature aperte e chitarra classica · Livello 5 · 25 min
Nel suo Trattato di strumentazione (1844), Berlioz, chitarrista lui stesso, osservava che è quasi impossibile scrivere bene per la chitarra senza suonarla. Non è un caso che il repertorio classico dello strumento sia stato composto da chitarristi: Fernando Sor, Mauro Giuliani, Matteo Carcassi, Francisco Tárrega. La chitarra detta le sue leggi: sei corde, quattro dita sulla tastiera, corde a vuoto che risuonano da sole. Scrivere bene per lei significa trasformare questi vincoli in punti di forza.
1. Scrivere per la chitarra
- Notazione: la chitarra si scrive in chiave di violino, un'ottava sopra il suono reale (la «chiave di violino ottavizzata»,
clef=treble-8in ABC). Il Mi basso a vuoto si scrive sotto il pentagramma, con tre tagli addizionali. - Estensione: dal Mi basso a vuoto (E2) al Si del 19° tasto della corda 1 (B5): tre ottave e mezza.
- Voci: in un vero spartito, la melodia ha i gambi in su e il basso i gambi in giù. Su questo sito le due voci sono unite in accordi su un solo gambo (
[E,B]). - Diteggiatura della mano destra: p (pollice) per le corde da 4 a 6; i, m, a (indice, medio, anulare) per le corde acute.
2. Le tonalità che risuonano
| Tonalità | Bassi a vuoto utili | Perché risuona | Esempi (pubblico dominio) |
|---|---|---|---|
| mi minore / Mi maggiore | Mi (6ª), La (5ª), Si (5ª t. 2) | La tonica è la corda più grave: massima risonanza | Tárrega, Lágrima; la Romanza anonima; Adelita |
| la minore / La maggiore | La (5ª), Mi (6ª), Re (4ª) | I, IV e V su corde a vuoto | Tárrega, Recuerdos de la Alhambra; molti studi di Carcassi |
| Re maggiore / re minore | Re (4ª), La (5ª); 6ª corda abbassata a Re | Con la 6ª in Re («drop D»), una tonica grave e profonda | Tárrega, Capricho árabe |
| Sol maggiore / Do maggiore | Sol (3ª), Re (4ª), La (5ª) | Luminose, ideali per studi e minuetti | Sor, Giuliani, Carulli: studi facili |
Da evitare all'inizio: Si♭, Mi♭, La♭, fa minore. Quasi nessuna corda a vuoto vi appartiene: devi fare barré dappertutto, e la chitarra perde la sua risonanza.
3. Idioma n. 1: gli arpeggi p-i-m-a
Basso al pollice, accordo arpeggiato dalle dita: è la tessitura di base della musica romantica per chitarra (i 120 arpeggi dell'op. 1 di Giuliani esplorano tutte le formule). Qui, la formula p-i-m-a-m-i sulla cadenza Em – Am – B7 – Em.
M:3/4 L:1/8 Q:1/4=88 K:Em clef=treble-8 "Em"E,G Be BG | "Am"A,A ce cA | "B7"B,A Bf BA | "Em"E,G Be BG | "Em"[E,GBe]6 |]
4. Idioma n. 2: la campanella
Ereditata dalla chitarra barocca (Gaspar Sanz), la campanella suona una scala mettendo ogni nota su una corda diversa, mescolando note tastate e corde a vuoto. Le note si sovrappongono e risuonano come campane o un'arpa. Qui, una scala di Sol maggiore: la tablatura è indispensabile, perché la posizione cambia tutto.
M:4/4 L:1/8 Q:1/4=72 K:G clef=treble-8 G A B c d e f g | g f e d c B A G | "G"[G,B,DGBg]8 |]
e |----------------0-----3-|-3-----0----------------|-3----------------------| B |-------0-----3-----7----|----7-----3-----0-------|-0----------------------| G |-0--------5-------------|-------------5--------0-|-0----------------------| D |----7-------------------|-------------------7----|-0----------------------| A |------------------------|------------------------|-2----------------------| E |------------------------|------------------------|-3----------------------|
5. Idioma n. 3: gli armonici naturali
Sfiorando una corda proprio sopra il tasto 12, 7 o 5 (senza premere), poi pizzicandola, ottieni un suono cristallino: l'ottava (tasto 12), l'ottava + quinta (tasto 7) o la doppia ottava (tasto 5) della corda a vuoto. Concludere un brano con gli armonici è un classico.
M:3/4 L:1/4 Q:1/4=60 K:G clef=treble-8 "^XII"!style=harmonic!d !style=harmonic!g !style=harmonic!b | !style=harmonic!e'3 | "^VII"!style=harmonic!a !style=harmonic!d' !style=harmonic!f' | "^XII"!style=harmonic![dgb]3 |]
e |------------------|-<12>-------|---------------|------------| B |-------------<12>-|------------|-----------<7>-|-<12>-------| G |-------<12>-------|------------|------<7>------|-<12>-------| D |-<12>-------------|------------|-<7>-----------|-<12>-------| A |------------------|------------|---------------|------------| E |------------------|------------|---------------|------------|
Gli armonici del tasto 12 sulle corde 4, 3 e 2 formano un accordo di Sol maggiore (Re, Sol, Si); quelli del tasto 7 danno La, Re, Fa♯, un accordo di Re maggiore. Pensa agli armonici come a campane lontane: risuonano a lungo e piano.
6. Verificare la suonabilità
- Quattro dita sulla mano sinistra, non una di più; un solo barré alla volta.
- Estensioni: quattro tasti nelle posizioni basse, cinque più in alto, non di più.
- Una nota per corda: due note simultanee non possono stare sulla stessa corda. Controlla ogni accordo.
- Cambi di posizione: prevedi una nota a vuoto o una pausa per dare alla mano il tempo di spostarsi.
- Altri idiomi: le legature (per il legato), un pedale su corda a vuoto sotto una melodia, e il tremolo (per una melodia che sembra tenuta).
- Scrivere per chitarra come per pianoforte: accordi stretti nel grave, voci che si incrociano, dieci note insieme. La chitarra preferisce tessiture ariose.
- Dimenticare che le corde a vuoto risuonano: un basso a vuoto continua a vibrare sotto l'accordo successivo; se non ne fa parte, prevedi di smorzarlo.
- Scegliere la tonalità a caso: prima Mi, La, Re, Sol, Do.
Il tuo laboratorio
- Componi uno studio di 16 battute in mi minore o la minore, in forma A A' B A.
- Piano armonico: A su i – iv – V7 – i; B nella relativa maggiore (Sol o Do).
- Scegli un'unica formula di arpeggio (p-i-m-a-m-i, o p-i-m-i) e mantienila dall'inizio alla fine: è la regola degli studi di Giuliani e Carcassi.
- Concludi con un accordo in armonici o una scala in campanella.
- Scrivilo nell'editor ABC con
K:Em clef=treble-8, poi suonalo: correggi ogni battuta insuonabile.
Autoverifica: suona il tuo brano lentamente, ascoltando solo il basso. È bello e logico quanto la melodia?
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