Giuseppe Verdi (1813–1901)
Il gigante dell'opera italiana, da «Nabucco» a «Falstaff», le cui melodie hanno fatto il giro del mondo.
Figlio di un oste di paese, Verdi ricevette le prime lezioni dall'organista del luogo e fu poi sostenuto da Antonio Barezzi, un commerciante di Busseto. Respinto dal Conservatorio di Milano, studiò privatamente in quella città.
Il successo del Nabucco (1842) e del suo coro «Va, pensiero» lo rese celebre. Seguì una serie di capolavori: Rigoletto (1851), Il trovatore e La traviata (1853), poi Don Carlos, Aida (1871) e la Messa da Requiem (1874).
Dopo anni di relativo silenzio scrisse, ultrasettantenne, le sue ultime due opere su libretti di Arrigo Boito tratti da Shakespeare: Otello (1887) e la commedia Falstaff (1893). Morì a Milano nel 1901.
Verdi non scrisse quasi nulla per pianoforte, ma le sue arie sono state arrangiate e parafrasate innumerevoli volte (in particolare da Liszt). Suonare Verdi al pianoforte insegna soprattutto a cantare: fraseggio belcantistico, respiro e accompagnamenti «a chitarra» che devono restare leggeri.
Spartiti per pianoforte (5)
- La traviata - Preludio · livello 5
- La traviata - n. 1 Introduzione · livello 5
- La traviata - n. 4 Stretta dell'introduzione · livello 5
- La Traviata - N11 Coro di zingari · livello 5
- La Traviata - N2 Brindisi · livello 6