Robert Schumann (1810–1856)

Il poeta del pianoforte romantico, critico e sognatore: i suoi cicli di brevi pezzi, dalle «Scene infantili» all'«Album per la gioventù», uniscono immaginazione letteraria e tenerezza.

Figlio di un libraio ed editore, Robert Schumann crebbe circondato dai libri ed esitò a lungo tra letteratura e musica. Studiò giurisprudenza, poi si dedicò al pianoforte con Friedrich Wieck; una lesione alla mano destra pose fine alle sue speranze di virtuoso e lo orientò verso la composizione. Nel 1840, nonostante l'opposizione di Wieck, sposò sua figlia Clara, una delle grandi pianiste del secolo.

Nel 1834 fondò la Neue Zeitschrift für Musik, una rivista in cui sostenne Chopin, Berlioz e più tardi il giovane Brahms. Firmava i suoi articoli con personaggi immaginari, l'ardente Florestan e il sognante Eusebius, due volti della sua personalità che compaiono anche nella sua musica.

Gli anni Trenta furono dedicati quasi interamente al pianoforte: Papillons, Carnaval, Kreisleriana, la Fantasia op. 17, le Scene infantili. Poi vennero l'«anno del Lied» (1840), le sinfonie, il Concerto per pianoforte e, nel 1848, l'Album per la gioventù, scritto per le figlie. Colpito da una grave malattia mentale, trascorse gli ultimi anni in un manicomio a Endenich, vicino a Bonn, dove morì nel 1856.

Schumann insegna ai pianisti a far cantare più voci in una sola mano, a stabilire un carattere in poche battute e a giocare con il ritmo (sincopi, accenti spostati). Le sue raccolte per bambini sono tra i più bei brani didattici mai scritti.

Spartiti per pianoforte (31)