Joseph Haydn (1732–1809)

Il grande architetto dello stile classico: padre della sinfonia e del quartetto d'archi, maestro dell'umorismo e della sorpresa in musica.

Figlio di un carradore di villaggio, Joseph Haydn canta come voce bianca nel coro del Duomo di Santo Stefano a Vienna. Quando la voce muta, sbarca il lunario con lezioni e lavori occasionali, e impara la composizione in gran parte da autodidatta, in particolare studiando le sonate di Carl Philipp Emanuel Bach.

Nel 1761 entra al servizio dei principi Esterházy, per i quali lavora per quasi trent'anni. Isolato nel palazzo di Eszterháza con un'orchestra a disposizione, può, come diceva lui, «sperimentare» liberamente: è lì che dà forma alla sinfonia e al quartetto d'archi come li conosciamo.

Famoso in tutta Europa, compie due lunghi soggiorni a Londra (1791–1792 e 1794–1795), dove scrive le sue ultime dodici sinfonie, le «londinesi». Compone poi i suoi grandi oratori, La creazione e Le stagioni. Fu amico di Mozart e, per breve tempo, insegnante del giovane Beethoven.

Per il pianoforte Haydn ha lasciato una sessantina di sonate, trii e cicli di variazioni. La sua musica nasce da piccoli motivi sviluppati con una logica e uno spirito sorprendenti: silenzi inattesi, finali falsi, cambi improvvisi di dinamica. Per chi suona il pianoforte è una scuola di chiarezza, articolazione e umorismo.

Spartiti per pianoforte (5)