Claude Debussy (1862–1918)

Debussy liberò l'armonia dalle regole classiche e fece del pianoforte uno strumento di colori e risonanze; con lui si apre la musica del Novecento.

Nato nel 1862 a Saint-Germain-en-Laye, Claude Debussy entrò al Conservatorio di Parigi a dieci anni. Pianista dotato, si distinse per il gusto delle armonie proibite. Vinse il Prix de Rome nel 1884.

Influenzato dai poeti simbolisti, da Wagner e poi dal gamelan giavanese ascoltato all'Esposizione universale del 1889, inventò un linguaggio nuovo: il Prélude à l'après-midi d'un faune (1894), l'opera Pelléas et Mélisande (1902), La Mer (1905).

La sua musica per pianoforte è fondamentale: la Suite bergamasque (con «Clair de lune»), Estampes, Images, Children's Corner scritto per la figlia, due libri di Préludes e gli Études del 1915. Usa scale esatonali e pentatoniche, modi antichi, accordi paralleli e risonanze di pedale.

Viene etichettato come «impressionista», un'etichetta che detestava. Morì a Parigi nel 1918. Al pianista Debussy insegna ad ascoltare il suono in sé: le dinamiche più minute, l'equilibrio dei piani sonori e un uso raffinato del pedale.

Spartiti per pianoforte (12)